Il morso inverso anteriore è una malocclusione che si verifica quando gli incisivi inferiori chiudono davanti ai superiori, invertendo il normale rapporto tra le due arcate dentali. È una malocclusione piuttosto frequente tra bambini e bambine e dipende da fattori ereditari.
Cosa comporta il morso inverso anteriore?
Il morso inverso anteriore compromette la funzionalità masticatoria. Se non viene trattato e risolto precocemente, intorno ai 6 – 8 anni di età, nel tempo lo squilibrio tra le arcate tende a peggiorare e, una volta raggiunta l’età adulta, per correggerlo sarà necessario ricorrere a un intervento chirurgico. In età infantile, invece, è una condizione che si può gestire in modo efficace e meno invasivo con una terapia ortodontica intercettiva.
Vediamo insieme un esempio a partire da un caso reale di morso inverso anteriore che abbiamo trattato e risolto presso lo Studio Cemisa.
Come si corregge il morso inverso anteriore?
Un piccolo paziente di 8 anni è arrivato da noi con la mandibola troppo sviluppata rispetto al mascellare superiore. Come si può notare nelle foto scattate prima del trattamento, questa irregolarità nella crescita scheletrica aveva portato gli incisivi superiori a chiudere internamente rispetto agli inferiori e aveva determinato anche la mancanza di spazio per l’eruzione dell’incisivo laterale superiore destro.

Come in ogni caso di malocclusione, il primo passo è stato lo studio del caso ortodontico. Abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie a formulare la diagnosi attraverso radiografie, foto del viso e della bocca e una scansione digitale per osservare l’occlusione. Una volta raccolti tutti questi dati, abbiamo preparato il tracciato cefalometrico.
Abbiamo quindi definito un piano terapeutico di ortodonzia intercettiva con l’obiettivo di sviluppare la crescita del mascellare superiore in tutte le dimensioni dello spazio: prima allargandolo, poi trazionandolo in avanti per correggere il morso inverso anteriore, con l’uso combinato di espansore rapido del palato e maschera facciale.
Come funziona la terapia con espansore e maschera facciale?
Il trattamento è iniziato con l’espansore rapido del palato, un dispositivo ortodontico fisso che agisce sulla sutura palatina per ampliare gradualmente il palato stretto. In un secondo momento, l’espansore è stato abbinato alla maschera facciale: un apparecchio ortopedico con effetto scheletrico sulle ossa, che si porta appoggiato sul viso per 12-14 ore al giorno, generalmente durante la notte, e si aggancia con degli elastici all’espansore palatale.

Come si può notare nelle foto scattate dopo la terapia, grazie al piano di cura proposto abbiamo:
- stimolato la crescita del mascellare superiore
- risolto il morso inverso anteriore
- aumentato gli spazi disponibili
L’uso combinato dei due dispositivi è del tutto indolore per bambini e bambine e il trattamento, nel complesso, ha una durata che può variare da 12 a 18 mesi.
Perché rivolgersi a Studio Cemisa?
Perché siamo un centro d’eccellenza per la pedodonzia e per l’ortodonzia e con le terapie intercettive possiamo risolvere facilmente e in modo precoce malocclusioni e sviluppi scheletrici irregolari, prima che si strutturino e richiedano soluzioni più complesse e invasive.
Se tuo figlio o tua figlia ha un’età compresa tra 6 e 7 anni – quando spuntano i molari permanenti e si completa la permuta di incisivi superiori e inferiori – è il momento ideale per eseguire una prima visita ortodontica e verificare se la crescita del cavo orale sta avvenendo nel modo giusto.
Prenota subito un appuntamento da Studio Cemisa a Torino.






