Come salvare i denti che si muovono?

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Di cosa parliamo

I denti sono mantenuti nella loro sede da un complesso sistema chiamato parodonto. Quando l'equilibrio di questo sistema viene compromesso, c’è il rischio che i denti si muovano. Individuare la causa è il primo passo per intervenire.

Indice dell'articolo

La mobilità dentale nelle persone adulte è il sintomo di qualcosa che non va. Se ti rendi conto che un dente si muove, o che sembra anche solo meno stabile del solito, devi rivolgerti subito al dentista. Per stabilire se è possibile salvare i denti che si muovono, l’odontoiatra deve valutare il grado di mobilità e individuare la causa

I denti sono sottoposti a sollecitazioni continue durante la masticazione e per poter assorbire le forze masticatorie è fisiologico che ci sia una minima mobilità. Si tratta però di micro movimenti impercettibili. Quando invece la mobilità dentale si percepisce con chiarezza – a meno che non si tratti dei denti da latte al momento della permuta – significa che qualcosa ha danneggiato le strutture di sostegno del dente.

Le strutture di sostegno del dente

Per capire perché i denti si muovono, è utile conoscere come è fatto il parodonto, il complesso sistema che li mantiene al loro posto.

  • Le gengive sono il tessuto molle che circonda e protegge la base dei denti, funziona come una barriera contro batteri e traumi.
  • Il cemento radicolare è uno strato di tessuto mineralizzato che riveste la radice del dente e permette l’ancoraggio tra dente e legamento parodontale.
  • Il legamento parodontale è tessuto connettivo che collega la radice del dente all’osso alveolare, funziona come un ammortizzatore naturale poiché assorbe le forze masticatorie e permette i micro movimenti fisiologici.
  • L’osso alveolare è la parte della mandibola o della mascella che ospita e sostiene le radici dei denti, all’interno di cavità chiamate alveoli.

Quando anche solo una delle strutture di sostegno del dente viene danneggiata – ad esempio da un’infezione, da un trauma o da una patologia – l’equilibrio del parodonto viene compromesso e può manifestarsi la mobilità dentale.

Perché i denti si muovono?

I motivi che possono portare i denti a muoversi sono tanti, alcuni traumatici, alcuni patologici, altri perfino fisiologici. Iniziamo proprio da questi ultimi. 

  • I cambiamenti ormonali tipici della gravidanza e anche della menopausa possono influenzare la salute delle gengive, rendere i tessuti più sensibili alle infezioni e accentuare la risposta infiammatoria. 
  • Un’infezione grave o un ascesso dentale o gengivale può danneggiare i tessuti circostanti molto rapidamente e rendere il dente meno stabile.
  • Alcune patologie sistemiche, come il diabete, possono limitare la capacità di guarigione dei tessuti e aumentare il rischio di malattia parodontale.
  • Un’evoluzione peggiorativa della malattia del parodonto può determinare la mobilità dentale. Si tratta del sintomo più temuto della parodontite, conosciuta anche come piorrea, perché indica uno stadio avanzato della patologia.
  • In caso di trauma dentale dovuto a un urto, una caduta o un incidente di altro tipo, il dente può spostarsi dalla sua sede oppure cadere.
  • Le malocclusioni possono produrre delle forze eccessive a carico di alcuni denti.
  • Il bruxismo sollecita di continuo la struttura radicolare.

Cosa fare per i denti che si muovono?

Appena hai una sensazione di instabilità, come se il dente si fosse allentato nella sua sede naturale, programma subito una visita dal dentista. E nel frattempo, per non danneggiare ulteriormente i tessuti già compromessi, non testare il dente con la lingua o con le dita.

Per ottenere una diagnosi accurata, dobbiamo eseguire radiografie endorali, radiografie panoramiche e un sondaggio parodontale, che ci permette di misurare la profondità del solco gengivale e il grado di adesione dei tessuti alla radice del dente. Con questi esami possiamo individuare la causa della mobilità dentale, comprendere l’estensione del danno e identificare la soluzione terapeutica più adeguata. 

In presenza di infezione o ascesso, l’odontoiatra valuta l’eventuale terapia farmacologica a cui deve seguire una rivalutazione. In questi casi, talvolta la mobilità può regredire spontaneamente. 

Possiamo valutare l’uso di dispositivi ortodontici in caso di malocclusioni dentali, oppure di bite in caso di bruxismo, così da ridistribuire le forze in modo uniforme e proteggere i denti da ulteriori traumi. 

Possiamo adottare tecniche di stabilizzazione come lo splintaggio: usando fili metallici o di altro materiale, ancoriamo il dente mobile ai denti stabili adiacenti per creare un’unità funzionale più solida.

Quando la mobilità dentale è causata dalla malattia del parodonto, valutiamo un primo trattamento non chirurgico come l’ablazione del tartaro e la levigatura radicolare, così da rimuovere placca e tartaro dalla superficie del dente e dalle tasche parodontali e favorire la guarigione dei tessuti. Qualora non fosse sufficiente, potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia.

L’obiettivo terapeutico è cercare di mantenere il dente naturale nella sua sede, per cui l’estrazione è l’ultima opzione, che si rende necessaria se il danno è molto esteso e le strutture di sostegno sono irrimediabilmente compromesse.

Come prevenire la mobilità dentale?

Esclusi i traumi dentali dovuti a incidenti o cadute, che non possono essere previsti, in tutti gli altri casi è possibile evitare la mobilità dentale con una buona prevenzione orale. Questo significa curare l’igiene orale quotidiana, con la corretta tecnica di spazzolamento e l’uso del filo interdentale; rispettare le visite di controllo e le sedute di detartrasi professionale; seguire una dieta equilibrata ed evitare abitudini nocive come il fumo; gestire malocclusioni e bruxismo, trattare in modo precoce gengiviti e altre patologie.

L’importanza di agire ai primi segnali 

Nella maggior parte dei casi, intervenire in modo tempestivo permette di salvare il dente. Perciò se hai la sensazione che un dente si muova, anche in modo lieve o intermittente, non aspettare. Prenota subito un appuntamento in Studio Cemisa a Torino.