Morso crociato laterale: un caso reale risolto con l’ortodonzia intercettiva

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Di cosa parliamo

Il morso crociato laterale, se non viene corretto precocemente, può causare squilibri funzionali e richiedere la chirurgia in età adulta. Invece, con l’ortodonzia intercettiva, è possibile risolverlo facilmente in età infantile.

Indice dell'articolo

Il morso crociato è una delle malocclusioni più comuni in bambini e bambine. Si verifica quando l’arcata superiore chiude al contrario, cioè all’interno dell’arcata inferiore invece che all’esterno come accade in un morso normale. L’inversione può riguardare i denti anteriori, posteriori o laterali: se si verifica sia a destra che a sinistra si parla di morso crociato bilaterale, se si verifica su un lato solo si parla di morso crociato monolaterale

Da cosa dipende il morso crociato?

Il morso crociato si crea a causa del palato stretto. Può capitare che il palato in fase di sviluppo scheletrico non cresca a sufficienza e rimanga troppo stretto perché l’arcata superiore chiuda correttamente rispetto all’arcata inferiore, cioè sul lato esterno. E poiché la bocca tende a cercare una posizione comoda per la chiusura, è costretta a trovare un incastro diverso e genera un morso crociato. 

Cosa comporta il morso crociato?

Nel tempo, il morso crociato può comportare squilibri funzionali importanti. I denti si possono consumare in modo problematico, inoltre le forze masticatorie si distribuiscono in modo irregolare e possono sovraccaricare le strutture di sostegno dei denti, col rischio di danneggiarle. Possono insorgere disturbi all’articolazione temporo-mandibolare e perfino alterazioni posturali che si ripercuotono sul collo e sulla colonna vertebrale.

Se il morso crociato non viene risolto prima della completa permuta dei denti, la crescita determina l’insorgenza di asimmetrie scheletriche. E, una volta raggiunta l’età adulta, è possibile correggerlo solo tramite un intervento chirurgico. Invece, in età infantile, il morso crociato è una condizione che si può gestire facilmente con una terapia ortodontica intercettiva

Vediamo insieme un esempio a partire da un caso reale di morso crociato laterale che abbiamo trattato e risolto presso lo Studio Cemisa.

Come si corregge il morso crociato laterale?

Un piccolo paziente di 8 anni è arrivato da noi con un morso crociato monolaterale destro. Nella foto scattata prima del trattamento, si nota come il canino, il primo e il secondo molaretto da latte superiore chiudono internamente sul lato destro della bocca. Appare evidente anche la deviazione mandibolare, una condizione che si verifica quando la linea mediana della mandibola non coincide con quella della mascella. Poiché le due arcate si sono sviluppate in modo asimmetrico, la mandibola si è spostata lateralmente per trovare il contatto tra i denti.

Foto scattata prima della terapia ortodontica

Come sempre nel caso di una malocclusione, per prima cosa abbiamo fatto lo studio del caso ortodontico per osservare la bocca in tutte le dimensioni e raccogliere le informazioni necessarie alla diagnosi. Abbiamo eseguito una radiografia panoramica, una lastra laterale del cranio, foto del viso e della bocca e una scansione digitale per osservare la bocca in occlusione. Con tutti questi dati alla mano, abbiamo preparato il tracciato cefalometrico e valutato l’avanzamento dello sviluppo scheletrico, rilevando anche che mancava lo spazio necessario per far spuntare gli incisivi laterali superiori

Quindi abbiamo proposto una terapia ortodontica intercettiva con l’uso di un espansore rapido del palato.

Come funziona un espansore del palato?

L’espansore rapido del palato è un dispositivo ortodontico fisso, incollato sui denti da latte dell’arcata superiore. Al centro l’espansore presenta un meccanismo di regolazione che i genitori devono attivare in autonomia, seguendo le indicazioni dell’ortodontista. In genere, devono eseguire un’attivazione al giorno per 30-40 giorni consecutivi, quindi il dispositivo viene bloccato e rimane in bocca per un periodo che va da 12 a 15 mesi

L’espansore agisce sulla sutura palatina, la linea di giunzione delle due metà del mascellare superiore. La sutura palatina rimane flessibile fino alla pubertà, per questo motivo l’età infantile è il momento migliore per correggere il palato stretto con facilità. Le attivazioni dell’espansore estendono i tessuti e – una volta bloccato il dispositivo – si dà il tempo al palato di strutturarsi con l’ampiezza corretta.

Inizialmente, tra gli incisivi superiori può crearsi uno spazio, i denti però tendono a riavvicinarsi col passare dei mesi. Qualora non dovessero tornare nella posizione corretta in autonomia, possiamo valutare l’uso combinato di un dispositivo di ortodonzia tradizionale. È importante però sapere che l’obiettivo in questa fase non è correggere l’allineamento dei denti, ma espandere il palato e ridistribuire gli spazi.

Foto scattata dopo la terapia ortodontica

Come si può vedere nella foto scattata al termine del trattamento, con il piano di cura proposto abbiamo:

  • corretto la struttura scheletrica
  • risolto il morso crociato
  • migliorato la simmetria della mandibola
  • aumentato lo spazio in arcata

Perché rivolgersi a Studio Cemisa?

Perché siamo un centro d’eccellenza per la pedodonzia e per l’ortodonzia. E grazie alle terapie intercettive possiamo correggere eventuali malocclusioni e sviluppi scheletrici irregolari in modo efficace e minimamente invasivo.

Il momento migliore per eseguire la prima visita ortodontica è intorno ai 6-7 anni, quando sono spuntati i molari permanenti ed è avvenuta la permuta degli incisivi superiori e inferiori. Prenota subito un appuntamento da Studio Cemisa a Torino.